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Resoconto del Sit-In Gennaio 21, 2008

Posted by ciocci in sit in.
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In occasione della riunione del Senato Accademico del 21/01/2008 il collettivo Unisi S(pazio) P(ubblico) A(utogestito) ha deciso di organizzare un sit-in di protesta sotto il rettorato per dire no alla rateizzazione delle tasse universitarie.

L’idea era di entrare ed occupare il senato Accademico per farci ascoltare da tutti i membri ma il rettore Focardi, nonché presidente del senato, ci ha ricevuti all’esterno del rettorato, dichiarando di “fare le veci” del Senato.

Dopo aver manifestato la nostra volontà di parlare a tutta la Giunta, che ci è stata negata, e dopo aver esposto al rettore le nostre motivazioni sulla protesta, si sono chiarite le posizioni dello stesso.

In sostanza lo stratagemma del Consum.it era stato utilizzato dal rettore per far quadrare il bilancio in negativo dell’università, motivandolo con la sua volontà di non aumentare le tasse universitarie.

Quindi per non farci questo torto e dovendo comunque trovare un sistema per garantire anche la copertura totale delle borse di studio, ha visto nel sistema di credito al consumo una alternativa valida per gestire i conti.

Noi abbiamo posto espressamente l’accento sulla estrema ambiguità di tale espediente, sia perché non riteniamo che far quadrare il bilancio sia una motivazione valida per affidarsi a un sistema di credito esterno all’università ma anche perché non si può utilizzare un sistema di finanziaria per gestire anche il diritto allo studio.

Focardi, all’inizio, vista la nostra opposizione al Consum.it, ha proposto come soluzione di ritornare al vecchio sistema di pagamento delle tasse universitarie, ovvero in due rate ogni sei mesi, ma lasciando la rateizzazione in otto steps offerta dal Consum.it come libera scelta per chi volesse usufruirne comunque. “Se io quando ero all’università”, ha detto, “avessi avuto questa possibilità, l’avrei utilizzata immediatamente perché non avevo una lira”.

Ma è proprio su questo che gioca un sistema di credito al consumo, con tutti i rischi che ne conseguono.

Abbiamo allora cercato di spiegare per l’ennesima volta quali sono questi rischi e abbiamo proposto non una eliminazione totale delle rate ma un sistema di gestione interno all’università come avviene a Pisa o a Firenze (quattro rate in un anno senza interessi). Alla fine l’ultima parola del rettore è stata  di riunire di nuovo il Consiglio Studentesco per deliberare sull’accordo con Consum.it; se la delibera sarà totalmente negativa, Focardi prenderà atto di ciò e farà in modo di portare avanti questa posizione al senato.

Questo è stato quello che siamo riusciti ad ottenere oggi, fermo restando che comunque Focardi, stando alle sue parole, rimane di per sé favorevole ad una versione “liberalizzata” dell’accordo e che in ogni caso ha cercato di rimediare alla quasi estromissione del Consiglio Studentesco di questi mesi proponendo una sua disponibilità al dialogo.

L’ultima cosa da ricordare, secondo noi non indifferente, è che una delle motivazione portate dal rettore per giustificare l’accordo con Consum.it, oltre a quella principale del bilancio, è stata il fatto che tale sistema è appoggiato anche dal governo (alla presentazione della collaborazione tra università e Consum.it a Siena c’era anche Dalla Chiesa) ed è stato adottato, dice, con favore da altre università italiane, sul solco delle quali voleva allinearsi anche quella di Siena.

Questo a nostro parere lascia ulteriori spunti di riflessione anche sullo stato generale delle nostre università, che magari potremmo approfondire più avanti.

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